Destinazione REM Atene: il bello nella disavventura

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Dal 6 al 9 ottobre, alcuni soci hanno partecipato al REM di Atene. La giornata di giovedì è risultata sostanzialmente persa, perlopiù per il viaggio e alcune lentezze delle procedure di check in all’albergo e presso l’organizzazione. La serata si è svolta in un locale lungo il mare; una serata, a mio parere, tranquilla anche se l’impossibilità di prendere qualunque cosa da bere senza averla comprata prima in albergo creava un certo disagio. Il clima era decisamente primaverile, interrotto da un breve scroscio di pioggia. Nota positiva è stato il ritrovare alcuni dei soci del RAC Newcastle conosciuti all’EUCO, con i quali, come sappiamo, abbiamo portato avanti assieme il Dreambox di quest’anno.

Nella giornata di venerdì, essendo stata ad Atene già diverse volte, mi sono staccata dal gruppo che ha visitato i tipici luoghi turistici, cercando di visitare luoghi nuovi, il più possibile ignorati dalla massa di turisti che invade la città anche in bassa stagione, e consiglio vivamente di tenerne conto per chi ci tornerà in futuro. Atene appare una città maltenuta e trascurata, e in effetti lo è, ma nasconde degli angoli del tutto meritevoli di visita: innanzitutto, il quartiere di Anafiótika, su uno dei versanti della collina dell’Acropoli. Si capisce di essere ad Anafiotika quando si ha la sensazione di essere finiti su un’isoletta egea, con la piccola differenza di non vedere un mare blu all’orizzonte, ma un mare di case; per il resto, i vicoletti spesso fatti di scale, con le abitazioni intonacate, le porte blu e tante piante che escono fuori dai cortiletti sono veramente splendidi, anche perchè è uno dei pochi luoghi dove le mie orecchie hanno potuto riposarsi dal continuo rumore del traffico. Il secondo luogo dove sono andata è stata la zona del mercato: non il solito mercato di paccottiglia per stranieri, come quello di Monastiraki, ma quello dove i veri ateniesi vanno a fare la spesa, sensazione avvalorata dal fatto che i commercianti gridano i prezzi della merce e cercano di attirare l’attenzione dei clienti esclusivamente in greco. Una zona da cui traspira fortemente la vicinanza al mondo mediorientale, più che a quello occidentale, per i tipici enormi sacchi di frutta secca e i cestini di spezie. Un terzo, bellissimo luogo dove sono stata, e che in realtà ho voluto rivedere, è stato il Museo Bizantino: una lunghissima teoria di mosaici, icone, manoscritti e rilievi su pietra, anche questo ignorato dalle masse, e che permette di trascorrere anche due ore sostanzialmente solo in compagnia delle guardie del museo e di opere che lasciano a bocca aperta. Al ritorno in albergo io già iniziavo a pregustare cos’avrei visto il giorno dopo e come avrei voluto riempire la metà della valigia che avevo lasciato vuota per i regali per la mia famiglia. Decidiamo di mangiare qualcosa in albergo prima di andare alla festa e nel frattempo ci raggiungono anche gli amici degli altri club arrivati direttamente dall’Italia e come noi, molto affamati.

La festa del venerdì sera è come al solito caratterizzata dalla cerimonia delle nazioni, l’Opening Ceremony come si chiama in gergo rotaractiano, dove il club ospitante presenta le varie nazioni partecipanti attraverso un piccolo show che vede protagonisti i vari delegati E.r.i.c. che sfoggiano la bandiera della propria nazione. Ogni volta è una grande emozione, nonostante i numerosi eventi internazionali a cui abbiamo partecipato, la cerimonia di apertura ha sempre qualcosa di speciale e di patriottico. Terminata la sfilata delle bandiere, abbellita dai soci del club ospitante che ci hanno deliziato con i loro balli tipici, ci siamo scatenati a ballare al ritmo di ottima musica. Stava andando tutto divinamente bene quando in un attimo è arrivata una comunicazione ufficiale che ha fatto più rumore della musica del locale: era appena stato indetto uno sciopero nazionale del personale degli aeroporti che si traduceva nella cancellazione di tutti i voli del ritorno. Fantastico. Stava per iniziare il nostro “viaggio della speranza”, nella sua versione più classica. Al momento abbiamo preferito goderci ancora un po’ la serata per lanciarci in un ultimo ballo ad Atene e poi una volta tornati in albergo, abbiamo iniziato a pianificare il viaggio del ritorno. Un po’ dispiaciuti per dover tornare prima del previsto, abbiamo ricercato numerose alternative per tornare in patria l’indomani, finchè siamo finalmente riusciti a prenotare tutto, ancora totalmente ignari di quello che ci sarebbe accaduto.

La mattina successiva, dopo una colazione abbondante, diamo inizio alla nostra odissea. La tabella di marcia del viaggio di ritorno prevedeva: viaggio in pullman da Atene a Patrasso della durata di tre ore circa con l’aria condizionata rotta (!), viaggio in nave della durata di 16 ore da Patrasso a Bari dove abbiamo avuto modo di condividere la tratta con passeggeri bizzarri e di ogni sorta che però ci hanno fatto divertire molto. Da Bari il gruppo si è diviso, alcuni hanno preso un aereo per Verona e altri un treno per Milano Centrale e poi per Lecco. Nonostante sia stato interrotto a metà, questo REM si è rivelato comunque un’ottima occasione per trascorrere del tempo insieme, divertendoci. E’ stata una bellissima occasione per conoscere tanta gente, ovvero altri rotaractiani provenienti da ogni angolo d’Europa che condividono con noi la vera voglia di fare Rotaract. Appuntamento al prossimo Rem a Bratislava a Gennaio!

 

Chiara e Alessandra – RAC Lecco

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